mercoledì 30 aprile 2014

La Fenice


La Fenice- Il suo canto è così splendido da far incantare anche le divinità ma la sua caratteristica principale è quella di poter vivere molti secoli, addirittura cinque, per poi morire in un bellissimo falò da cui rinascerà subito dopo.

Dall’Egitto il mito si sarebbe diffuso anche in Grecia con Esiodo e poi con Erodoto che descrisse la fenice come un esemplare unico, sempre maschile che viveva in un oasi del deserto d’Arabia.
Fu poi il turno della letteratura latina che, cominciando da Ovidio per finire con Claudiano nel IV secolo, discussero molto su quest’animale, sul cibo che mangiava (non si sapeva se si nutrisse di aromi fra cui lacrime di incenso o se non si nutrisse affatto) e sulla procedura di trapasso.

La versione più diffusa afferma comunque che prima di morire la fenice si costruisse un nido fatto di ramoscelli di mirto, di incenso, di sandalo, di legno di cedro, di cannella e di altri odori e risorgesse poi dalle proprie ceneri.
“Un uccello mitologico, che non muore mai, la fenice vola lontano, avanti a noi, osservando con occhi acuti il paesaggio circostante e lo spazio distante. Rappresenta la nostra capacità visiva, di raccogliere informazioni sensorie sull’ambiente che ci circonda e sugli eventi che si dipanano al suo interno. La fenice, con la sua bellezza assoluta, crea un’incredibile esaltazione unita al sogno dell’imortalità”.
 

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