martedì 6 dicembre 2016

CI PIACE BARARE









CI PIACE BARARE

Era la fine di settembre quando ho conosciuto Lorenzo.
Appena l’ho visto ho subito pensato a Michelangelo Merisi, forse per quei capelli scuri scuri e intrattabili, o forse perché Caravaggio è diverso e come per lui la parola d’ordine è non fermarsi all’apparenza.
Dimenticavo…. Lorenzo è un ragazzo autistico e quest’anno lavorare con lui oltre ad essere impegnativo sarà sicuramente stimolante.
Fin dai primi giorni di “conoscenza” ho immaginato sulla parete della classe di rappresentare I BARI di Caravaggio, forse perché è la prima opera d’arte dove l’artista si cimenta in una scena dove dialogano più figure, come nel nostro caso.
Non sono eroi che affrontano imprese straordinarie, ne divinità, sono momenti di vita quotidiana, quella vita che probabilmente ha “barato” con Lorenzo,con i propri cari,con noi operatori della scuola.
La vita ha “barato” con noi scuola perché non siamo pronti ,molti a livello di conoscenze (e io mi metro tra questi), molti a livello umano.
L’Istat recita che 145,000 alunni con disabilità sono presenti nelle nostre scuole, ben 63,000 solo nelle medie.
Nelle scuole primarie il 19,8% non è autonomo in toto, mentre il 7,8 non lo è proprio e non essendo preparato e qualificato, pur avendo una specializzazione nel sostegno, alla ricerca di una difficile soluzione nel mio piccolo mondo è il mio ventre che scrive e lavora……sapete che sono un istintivo.
La pazienza e la fantasia non mi mancano e i miei pensieri hanno trovato terreno fertile nel dirigente scolastico che ha avallato la mia idea di ridipingere l’aula e nella famiglia del ragazzo, persone umili, colte, intelligenti e collaborative, cosa ormai rara dato che le parole genitori-intelligenza-collaborazione non vanno più a braccetto.
Lorenzo non rientra per fortuna nel sistema scolastico contemporaneo che per evitare bocciature di massa ha abbassato gli standard educativi, al contrario io gli chiedo molto per le sue possibilità attuando per quanto possibile un percorso di arteterapia……..e allora ridipingiamo la nostra aula e la rendiamola gioiosa,allegra e sapiente!
Con qualche colpo di spugna anche lui ha contribuito a dar nuova vita alle pareti, ha annusato la materia, si è sporcato, si è divertito.
Perché tutto questo? Perché l’arte va sempre a toccare i vissuti delle persone, sia di chi la dipinge sia di chi l’osserva.
Perché i bari? Perché arteterapia significa creare, dare vita a delle immagini e collegarle con il vissuto personale, e noi cercheremo di “barare” a nostra volta questa vita facendo crescere il ragazzo, rispettando i suoi tempi.
Già, il rispetto, in un mondo dove si insegue il tempo che corre veloce di settimane in mesi e si finisce sempre per avere una stato di ansia e frenesia perché non si è avuto mai il tempo, noi il suo orologio lo rispetteremo.
Ad oggi Lorenzo del suo murales raffigurante uno dei suoi cartoni animati preferiti ha dato solo 2 colpi di spugna…sto e stiamo aspettando che accetti il piacere nel fare questa attività e superare il faticoso “dover fare”.
La forza dell’immagine non è da sottovalutare, quando ho finito di dipingere i bari Lorenzo ha corso per la stanza come una trottala, aveva il fiatone ma rideva, rideva, rideva, era la prima volta che lo vedevo felice ed è stato emozionante.
Sotto il murales di Caravaggio ho fatto delle gocce, perché come diceva Kahlil Gibran :”Ho scoperto il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada”
spero di conoscere a aiutare Lorenzo meditando su una goccia di Caravaggio.
Sono sicuro che quando finirà il suo di percorso “artistico- comunicativo” sarà ancora più felice e noi ancora più emozionati perché anche se lui questa cosa non la può capire io glie la dico sempre quando ha fame ed è intrattabile…….NON E’ LA FAME MA L’IGNORANZA CHE UCCIDE!



martedì 8 novembre 2016

la prima volta!




la prima volta!






Filo filo del mio cuore che dagli occhi porti al mare | c'è una lacrima nascosta che nessuno mi sa disegnare. (aò.... pure da Londra si vengono a tatuare!!)



buon halloween!


Tutto muta,nulla perisce


Amare é trovare la propria ricchezza al di fuori di se stessi




La vita non consiste nell'avere buone carte,ma nel saper giocare bene quelle che si hanno



lunedì 8 febbraio 2016

l'isola che non c'è... o forse si

Dimenticali, dimenticali tutti, vieni con me dove non dovrai mai, mai pensare alle cose dei grandi…e L'Aquila città come città dei sogni: dove tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.



l'isola che non c'è.... o forse si

Dimenticali, dimenticali tutti, vieni con me dove non dovrai mai, mai pensare alle cose dei grandi…e L'Aquila città come città dei sogni: dove tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.